Breslavia – la città degli gnomi

di Luca Palmarini .

C’è una città polacca, Wrocław (it. Breslavia), dove da qualche anno hanno fatto la loro comparsa dei simpatici gnomi. A queste piccole creature questa città deve piacere molto, in quanto il loro numero sta aumentando di anno in anno; quelli che già vi abitano hanno di sicuro informato i loro simili del fatto che si tratta di un posto ideale per abitarvi. Il fatto che Wrocław sia per loro una città “a misura d’uomo” sembra quindi essere il motivo più plausibile di questa scelta, ma questa emigrazione di massa di gnomi ha comunque dato origine a differenti teorie. In tutta la Polonia, proprio come nella vecchia canzone di Edoardo Bennato,  molti dotti, medici e sapienti si sono confrontati in lunghi congressi e aspre discussioni, al fine di chiarire il motivo dell’arrivo in città dei piccoli esseri.

Alla fine due sono le versioni ritenute le più credibili . A voi scegliere quale sia la più veritiera. Per chi ama viaggiare attraverso la fantasia, esiste una bella storia. Essa narra di uno spiritello cattivo, in polacco “chochlik”, il quale aveva viaggiato a lungo su una zattera lungo il fiume Odra, e quando arrivò a Breslavia, incantato dalla bellezza dei palazzi che si specchiavano nelle acque del fiume, decise di ormeggiare la zattera e di scendere a visitare la città. Gli piacque talmente tanto che si convinse a restarvi. L’unico problema è che era di animo dispettoso e se la prendeva con gli umani che vi abitavano : amava slacciare le scarpe ai breslaviani mentre loro aspettavano l’autobus, metteva il sale al posto dello zucchero nei bar, colorava l’acqua delle fontane. Esasperati dai suoi scherzi i cittadini decisero allora di chiamare gli gnomi perché li aiutassero a mandarlo via. Alla fine, non senza fatica, le piccole creature  riuscirono nel loro intento; il chochlik tornò alla sua zattera e salpò verso un’altra città; ancora oggi non sappiamo quale essa fosse e non sappiamo nemmeno se un giorno tornerà a Breslavia. Come premio per il loro aiuto, agli gnomi fu permesso di restare in città e di prendere possesso della sua parte sotterranea. Da quel momento essi appaiono qua e là nelle vie della città, proteggendo gli abitanti da qualche eventuale presenza molesta e da un eventuale ritorno dello spiritello cattivo.

Syzyfki che spingono una sfera in via Świdnicka.

Per chi invece è una persona concreta, terribilmente senza fantasia e che vuole vedere un mondo grigio senza fate e folletti, con la triste convinzione che gli gnomi e compagnia bella non esistano, si propone un’altra storia, un po’ più recente.

Tutto ha inizio nei primi anni Ottanta: mentre in Italia impazzava la canzone “l’italiano di Toto Cotugno e un ragazzo sbarbato dal nome Eros Ramazzotti vinceva la prima edizione del festival di San Remo per i giovani talenti, in Polonia erano invece anni duri, segnati dal colpo di stato messo in atto dal generale Jaruzelski nel tentativo di reprimere le proteste anticomuniste capeggiate dal sindacato Solidarność. In quel periodo a Wrocław iniziarono misteriosamente a comparire sui muri delle figure somiglianti ad uno gnomo che portava in testa un cappello arancione e spesso teneva in mano un fiore. Gli gnomi comparivano spesso sulle macchie rimaste dalle cancellature che la polizia faceva per coprire le scritte anticomuniste. Questo fenomeno suscitava grande sopresa tra gli abitanti. I graffiti erano opera di un movimento di opposizione al regime che aveva scelto l’arancione come colore per esprimere il dissenso e che proprio per questo motivo in futuro avrebbe portato il nome di Pomarańczowa Alternatywa. Gli gnomi dipinti avevano spesso un che di umoristico e ironico, la polizia cercava continuamente di catturare gli autori di queste opere che esprimevano la critica del popolo nei confronti del regime e spesso ne deridevano le assurdità. Le autorità non riuscivano a far portare a termine la cancellatura da una parete del dipinto di uno gnomo, che su di un’altra ve n’erano già almeno altre due! Bisogna comunque sottolineare che l’impresa era comunque tutt’altro che facile: c’era il coprifuoco, molte erano le pattuglie della polizia; inoltre a quei tempi in Polonia non c’erano i motorini come in Italia e spostarsi a piedi con vernice e i pennelli poteva risultare complicato. Eppure gli gnomi (ed i loro autori) continuavano a sfottere il regime che dalla loro caccia non riusciva a cavarne un ragno dal buco. Il colore arancione divenne proprio un’alternativa al grigiore dello stile di vita comunista e dei suoi palazzoni. Si ha notizia che i primi due gnomi apparvero a fine agosto del 1982. Il primo nel quartiere di Sępolno, opera di Waldemar Fydrych, il quale in seguito scriverà un libro riguardo al fenomeno, il secondo a Biskupin, realizzato da Wiesław Cupała. Secondo la tradizione della resistenza essi portavano dei “nomi in codice”, il primo veniva chiamato “maggiore”, il secondo “capitano di cavalleria”.

Quando il regime allentò la sua presa sul popolo, dimostrando segni di cedimento che ne anticipavano l’agonia, il movimento di “Alternativa arancione” venne allo scoperto, organizzando degli happening pubblici, continuando così a deridere l’ormai anacronistico sistema socialista. Si arrivò persino ad una marcia anticomunista per le vie della città a cui parteciparono migliaia di persone e che portavano quasi tutte l’ormai famoso copricapo arancione. Ne parlò persino la stampa internazionale, fu un evento di grande portata.

Dopo il crollo del regime, gli gnomi vennero rapidamente dimenticati, per far posto all’euforia postcomunista e al desiderio capitalistico di far soldi; tutto questo fino all’anno 2005, quando l’artista breslaviano Tomasz Moczek piazzò sulle vie del centro alcune figure in bronzo rappresentanti i famosi monelli. Il primo bronzo occupò subito via Świdnicka, la centralissima via della città, in quanto essa era stata il luogo dove era apparso il maggior numero di graffiti che avevano fatto dannare il regime e dove  vicino al sottopassaggio avvenivano spesso tafferugli tra “Milicja” e oppositori. E così la città ebbe “Il grande gnomo”, (Papa Krasnal) una sorta di grande puffo degli gnomi, il capo della futura comunità delle piccole creature. Da quel momento gli gnomi iniziarono a moltlipicarsi, mantenendo un continuo incremento demografico di questa popolazione. Spesso nell’iniziativa sono stati coinvolti famosi scultori polacchi.

Lo gnomo Więziennik, presso la vecchia prigione. Statuetta finanziata dall’Istituto di archeologia di Breslavia.

Oggi a Breslavia esistono delle gite organizzate con un percorso speciale (la città è ben fornita di mappe che informano sui posti frequentati da questi piccoletti), e così si va alla ricerca dei magici gnomi, i quali nella maggior parte dei casi svolgono sempre e comunque una loro funzione: spesso infatti, sono legati al luogo in cui si trovano, oppure rappresentano una parte della società di Breslavia. Per esempio in Plac Grunwaldzki, ai piedi del monumento a Władysław Jagiełło, vincitore dei cavalieri teutonici nella famosa battaglia di Grunwald, si trova uno gnomo anch’egli vestito ed armato come un cavaliere. Porta il nome di Grun-Waldek. Probabilmente nel 1410 era al fianco del monarca polacco-lituano nella lotta contro i teutoni. Davanti all’Università di Breslavia staziona lo gnomo che porta la toga dei dotti professori universitari: il suo nome è infatti Profesor-Medyk. Nell’antica via Więzienna che dalla piazza del mercato porta all’Università si può trovare, sulla finestra della vecchia prigione da cui la via prende il nome, uno gnomo con una palla al piede. Sempre nella stessa via, da due anni, è presente anche un altro inquilino, lo gnomo italiano, la cui presenza è stata finanziata dall’ormai cospicua comunità italiana di Wrocław. Il posto è quanto mai azzeccato, in quanto la via è costellata da parecchi ristoranti italiani ed è quindi uno dei luoghi di ritrovo per questa comunità. Lo gnomo è arrivato nell’agosto del 2013 e adesso siede comodamente su una Vespa, simbolo del Made in Italy; sul portapacchi posteriore tiene una caffettiera Moka, che rimane magicamente in verticale, sfidando le leggi di gravità. Nella mano destra tiene in bella mostra un bel fiasco di Chianti, di sicuro ancora sigillato, perché gli gnomi sanno benissimo che non si beve quando si guida. Nella mano sinistra tiene invece una pizza. Manca solo il mandolino. In questo caso ritengo sia una fortuna che gli gnomi abbiano solo due mani!

Molti sono gli eventi legati a questi piccoli esseri immortalati nel bronzo, come spettacoli teatrali e feste per i più piccoli. Proprio nel mese di settembre, nei giorni 18 e 19, avrà luogo il festival degli gnomi, un appuntamento annuale che attira grandi e piccini da tutta la Polonia e non solo. I bambini possono indossare i copricapi degli gnomi e hanno la possibilità di colorare le casette in cui queste piccole creature dimorano. Una diceria, ancora non del tutto confermata, dice che in questo periodo gli gnomi sono ancora più gentili e disponibili del solito, rivelando parte dei loro segreti ai bambini e agli animali, in quanto essi sono gli unici innocenti.

Gli gnomi di Wrocław sono ormai un fenomeno sociale e culturale, sono parte integrante del tessuto urbano della città e molto spesso sono diventati un’efficacissimo strumento di marketing, sia per la città che per molte attività culturali e commerciali. Nessun polacco riesce ad immaginare Breslavia senza i suoi gnomi. Meglio così: un motivo in più per divertirsi ed essere felici, visitando questa splendida città.

L.Palma

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