link Wakacje z duchami, uno splendido romanzo per ragazzi

 

Di Luca Palmarini 

wakacje 2L’estate è iniziata e con essa le vacanze. Associo questa parola alla lettura, quella disimpegnata, per scelta, per passione, lontana dagli impegni lavorativi. A volte mi piace tornare bambino (o forse lo sono ancora, chi lo sa) e allora mi rileggo i romanzi per ragazzi come L’isola del tesoro, Zanna Bianca e altri. Tra i miei libri polacchi preferiti c’è  Wakacje z duchami, Vacanze con gli spiriti, da cui venne anche tratta un’ancora più popolare serie TV. Al fine di lasciare la bella opera letteraria come cigliegina sulla torta inizierei a spendere due parole sul fortunato sceneggiato. 

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Wakacje z duchami è una serie tv per ragazzi ispirata al libro dall’omonimo titolo, opera di Adam Bahdaj. La serie venne realizzata nel 1971 ed è composta da 7 episodi trasmessi da TVP. La regia è di Stanisław Jędryka, la prima tv ebbe luogo il 18 marzo del 1971.

E’ la storia delle avventure misteriose e divertenti di un gruppo di ragazzi che passeranno le ragazze estive in un paesino sperduto situato nelle vicinanze di un antico castello. Secondo le storie locali il castello è infestato dagli spiriti, i tre ragazzi non resistono alla tentazione di visitarlo, anche in virtù del fatto che nei dintorni del paesino si aggirano tipi  strani i quali a volte chiedono informazioni sul castello stesso, ma anche perché al gruppo di ragazzi si è aggiunta una ragazza molto simpatica: ognuno di loro vuole dunque ben figurare davanti a lei 🙂 Gli pseudonimi dei ragazzi vengono presentati in modo diverso dalla versione letteraria: Parago diventa Pikador, Mandżaro diventa Mandaryn. Henryk Gołębiowski interpretava il ruolo di Pikador e secondo le testimonianze degli altri era molto preso dalla parte: era molto attivo, voleva imparare, ma allo stesso tempo aveva problemi con la scuola. Infatti era stato rimandato a settembre e quindi doveva anche studiare. Alla fine riuscì comunque a farsi promuovere. Nella serie recitò anche il grande Janusz Gajos che interpretava Antoniusz, l’assistente del professore. Gli altri ragazzi recitarono anche in serie tv successive.

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Gli episodi della serie sono stati girati anche nel castello di Niedzica, una fortezza medievale del XIV secolo con le sue leggende che vi narrerò in breve 🙂 a cui probabilmente lo stesso Bahdaj si era ispirato.

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Il libro è una lettura per ragazzi che possiamo definire di genere avventuroso-poliziesco. La prima edizione uscì nel 1964 (Edizioni Nasza Księgarnia) con gli splendidi disegni di Bohdan Butenko. Si tratta della continuazione del romanzo Do Przerwy 0:1, in quanto ritroviamo gli stessi ragazzi che, ospiti della zia Perełka, sono ben felici di passare le vacanze nella natura e di avere nelle vicinanze un castello medievale. All’inizio realizzano una capanna, dove poco dopo aprono il loro “Club dei giovani detective”. Il club trova subito pane per i suoi denti perché nel castello si avverte la presenza degli spiriti. In realtà si tratterà di studenti che, volendo pubblicizzare il castello, speravano di salvarne una parte dalla distruzione mettendo in atto l’apparizione di falsi spiriti. Scoperto il mistero i ragazzi decideranno di aiutarli a realizzare il nobile intento.

Il mistero si infittisce quando altri  personaggi sospetti inizieranno a interessarsi al castello e in seguito si scoprirà che si tratta di ladri di opere d’arte rubate al museo di Wrocław. Emozionanti casi da risolvere che sarebbero dei grattacapi persino per Scotland Yard. L’opera è stata oggetto di diversi adattamenti teatrali, come quello del Teatr Zagłebia di Sosnowiec.

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Ai nostri tempi, dove assistiamo al trionfo della tecnologia, questo libro viene ancora letto dalle nuove generazioni mentre un buona parte degli adulti non resiste alla tentazione di rileggerlo, forse con l’inconsapevole speranza di riempire un vuoto di fantasia che internet ha portato con sé. Da qui nascono alcuni quesiti: il libro oggi è ridotto a un semplice strumento di lettura per ragazzi? Oppure le nuove generazioni sono ancora in grado di crearsi da sole delle avventure come si faceva allora? L’opera di Bahdaj può essere ancora fonte di ispirazione?

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