link I due Canaletto e le vedute di Varsavia

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I due Canaletto e le vedute di Varsavia

Di Luca Palmarini

I pittori conosciuti con l’appellativo di Canaletto sono due, zio e nipote. Colui che ha immortalato le splendide vedute di Varsavia era il secondo, Bernardo Bellotto.

Il primo Canaletto si chiamava in realtà Giovanni Antonio Canal (1697-1678), conosciutissimo in tutta Europa per le sue vedute, che raffiguravano soprattutto Venezia e la sua laguna. Era un pittore molto richiesto soprattutto dai collezionisti inglesi.  Sua sorella aveva un figlio, Bernardo Bellotto (1721-1780), che da ragazzino divenne allievo di Canal.  Era assai talentuoso e quando si trovava all’estero firmava i suoi lavori utilizzando lo stesso appellattivo dello zio, “Canaletto” appunto, forse per sfruttare la fama acquisita dal suo parente.  Con il tempo divenne anch’egli famoso, ma invece di dipingere le vedute della Serenissima egli si dedicò a quelle delle città alle cui corti era stato chiamato da imperatori, re e nobili. Visse a Dresda, Vienna, Monaco e negli ultimi anni della sua vita dimorò a Varsavia.

canaletto bio_5519932

Nell’anno 1766 Bellotto partì alla volta di Pietroburgo per lavorare alla corte di Caterina II. Lungo il percorso si fermò alla corte di Stanislao Augusto Poniatowski con l’intento di ottenere delle credenziali per meglio presentarsi alla zarina. Alla fine, trovatosi assai bene nella capitale polacca, decise di restarci e nel 1768 divenne pittore di corte. Aveva a disposizione uno stipendio di 400 ducati l’anno per i lavori realizzati, più altri 430 per le spese personali. Si rivelò essere un pittore prolifico, in quanto dal suo arrivo alla morte, avvenuta nel 1780, si contano 57 opere. Tra esse vi erano le famose vedute di Varsavia, in numero di 30, di cui ne rimangono 24. A Varsavia Canaletto dipinse anche vedute di Roma e tematiche storiche.

Krakowskie-Przedmieście-od-strony-Bramy-Krakowskiej-1767-68

Oltre ad avere un indicusso valore artistico le vedute servirono per un nobile scopo: la ricostruzione della città dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che l’avevano rasa al suolo. Infatti  le vedute presentano un forte realismo e precisione, anche grazie alla tecnica “proto fotografica” utilizzata allora. La città vecchia venne così ricostruita com’era nel Settecento, tralasciando le modifiche avvenute nel periodo successivo, facendo riaffiorare lo splendore del secolo d’oro di Varsavia.

Kościół-Wizytek-1780

Interessante è l’aneddoto legato alla statua della scimmia. Su un palazzo di via Miodowa appare la scultura di questo animale. Gli storici l’hanno ricostruita proprio in base ai dipinti del Canaletto, commettendo un errore, in quanto questa statua non esiteva, venne aggiunta dal pittore. Secondo alcuni si tratta di una vendetta di Canaletto entrato in conflitto con i Branicki, proprietari del palazzo, i quali non lo avevano pagato per un lavoro svolto presso questa famiglia. Uno scherzo pittorico preso sul serio e grazie al. quale la vecchia Varsavia oggi possiede una statua in più 🙂

małpaFoto: warszawskieklimaty.pl

 

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