link Una strana statua a Szczawno-Zdrój

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Una strana statua a Szczawno-Zdrój

Di Luca Palmarini

Viaggiando qua e là per la Bassa Slesia un giorno arrivai alla località termale di Szczawno Zdrój. Passeggiando nel giardino delle rose del parco delle terme mi imbattei in un monumento che fin da subito attirò la mia attenzione. Era la statua di un cane, un amico a quattro zampe, senza alcun dubbio di buona fattura artistica. Non si trattava però di una di quelle statue in bronzo che negli ultimi anni sono apparse qua e là per il mondo, in segno di ringraziamento per la fedeltà dimostrata dai nostri amici fin dall’alba dei tempi. Era un oggetto ben più antico. Allora, curioso come sempre, mi sono messo a cercare…

La statua, realizzata in pietra arenaria (materiale in Bassa Slesia universalmente utilizzato per molte opere d’arte, sia plastiche che architettoniche) rappresenta un cane di razza inglese, riprodotto a grandezza naturale. Il muso è rialzato, come se stesse percependo qualcosa, mentre la lunga coda è raccolta vicino al corpo. Un particolare che ne attira l’attenzione è lo spendido collare in stile rinascimentale, decorato con stemmi araldici. La considerazione che una così bella statua che sembra essere antica rappresenti un soggetto così specifico e di pregevoli fattezze mi ha chiaramente sorpreso, così come ha suscitato in me stupore il fatto che la storia dell’arte polacca si sia per la maggior parte dimenticata di quest’opera.

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Andando a ritroso nel tempo le prime notizie a riguardo le ritrovo nel castello di Brzeg sull’Odra (allora Brieg), prima della sua distruzione, nel 1741, durante le guerre slesiane. Un certo F.Lucae, cortigiano, ne fa accenno nei suoi scritti [1].  Dopo il bombardamento del castello la statua del cane venne portata vicino a Oleśnica, divenendo proprietà del generale von Hautcharmoi, primo comandante prussiano di Brzeg (allora Brieg) che la posizionò nel giardino della sua villa. Alla morte del generale, avvenuta durante la battaglia di Praga, la statua, a cui il militare era molto legato, venne destinata a monumento funerario per la sua tomba. Da funzione decorativa essa assunse quindi una funzione decorativo-cimiteriale.

Nel XIX secolo venne acquistata dal dottor August Zemplin [2], colui che diede il via al complesso termale di Szczawno- Zdrój. Proprio grazie a lui le terme iniziarono a diventare popolari in tutta la Slesia, mentre il parco con i suoi viali interni venne decorato con numerose statue.

L’autore della statua è con tutta probabilità Michail Kramer, scultore di corte, che trovò in Giorgio II di Brieg il suo mecenate [3].  Secondo una storia che sembra avere conferme negli scritti di Lucae il nobile e il cane erano molto legati.  Un giorno Giorgio II dovette però partire per un lungo viaggio. Al ritorno del padrone, il cane che era tutto il tempo molto triste in quanto ne sentiva la mancanza, quando lo vide arrivare dalla finestra, per l’emozione e la gioia nel vederlo saltò, morendo nella caduta sul selciato sottostante. Una storia triste, ma allo stesso tempo una testimonianza dell’amore tra l’essere umano e questi animali che spesso ci danno tutto il loro amore.

Una delle poche persone che nella Polonia del Secondo dopoguerra iniziò a interessarsi alla statua fu Jakub Pokora, esperto del rinascimento slesiano. Grazie al suo lavoro il destino della scultura cambiò radicalmente: venne nuovamente trasportata a Brzeg, suo luogo di origine, e considerate le non buone condizioni in cui si trovava, restaurata. A Szczawno –Zdrój, invece, venne realizzata una fedele copia che, non presentando i segni dell’erosione del tempo, fa bella mostra di sè nel parco delle terme.

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Girgio II di Brieg, mecenate e buon amministratore delle sue terre, ha voluto lasciare un ricordo del suo grande amore terreno, di un amico fedele che viveva in simbiosi con il suo padrone.

La statua resta per questa regione un esempio, unico nel suo genere, di arte rinascimentale a tematica animale. Come si intuisce dal nome l’autore è di origine sassone, ma indubbi sono gli influssi dell’arte italiana. Infatti, in Slesia durante il rinascimento erano attivi molti artisti del Belpaese che, come in tante altre parti d’Europa, hanno lasciato preziose testimonianze di sè.

Luca Palmarini

[1] F. Lucae, Schlesiens curieuse Denckwürdigkeiten oder vollkommene Chronica von Ober- und Nieder- Schlesien, Franckfurt  am Main, 1689, p. 1371.

[2] J Pokora, Pomnik psa w Szczawnie-Zdroju, Ochrona zabytków nr 107, p. 306.

[3] T. Chrzanowski, Rzeźba z lat 1560-1630 w Środowisku artystycznym Brzegu i Nysy, Kraków 1971.

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