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Percorso storico-culturale tra le banconote polacche

di Luca Palmarini 

Le valute nazionali, adottando l’Euro hanno perso nelle banconote le caratteristiche che denotavano la nazione cui appartenevano. Alcune informazioni sono rimaste comunque su uno dei lati delle monete. Come sappiamo la Polonia, invece, non ha ancora adottato l’Euro (chissà se e quando lo farà). La valuta nazionale rimane dunque lo złoty che letteralmente significa “Aureo”. Uno dei vantaggi della moneta nazionale è la storia che questi pezzi di carta ci raccontano.
Ricordo ancora come se fosse ieri i miei primi viaggi in Polonia (di cui presto scriverò) da ragazzo. Erano gli anni Novanta e in quel momento la Polonia colpita dall’iperinflazione decise di introdurre il nuovo Złoty. Per fortuna era già stato in Polonia in precedenza, perché trovarsi di fronte a delle banane che costavano sia 20.000 złoty al kg che 2 złoty era un po’ fuorviante😊. Da metà anni Novanta abbiamo dunque a che fare con il nuovo Złoty che, come molti sanno, da un lato rappresenta i profili dei re polacchi (uno di loro, però, non aveva il titolo di re).
Ecco una presentazione delle singole banconote, uno splendido viaggio nella storia (le banconote presentano i sovrani in ordine cronologico).
La banconota da 10 zł con il profilo di Mieszko I
Alla destra di Mieszko I si trovano delle decorazioni floreali che si richiamano alle liturgie romaniche. Alla sua sinistra, invece, sotto l’aquila e il nome della Banca Nazionale Polacca, vengono presentate due rosette presenti sugli antichi pavimenti dei sotterranei della cattedrale di Gniezno, scoperti in tempi abbastanza recenti.

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

Dall’altro lato della banconota è rappresentata una moneta in uso agli inizi della creazione dello Stato polacco. Si tratta forse di un denaro in uso durante il dominio del principe Mieszko I, ma qui le opinioni sono discordanti. Ai lati della moneta si osservano due colonne romaniche che provengono dall’abbazia di Tyniec, a Cracovia.

 

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html
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I capitelli di Tyniec

La banconota da 20 złoty con il profilo di Bolesław I Chrobry
A destra del re si nota (in bianco) una corona fatta da una giovane quercia. La si ritrova sul portone della cattedrale di Gniezno, nella scena in cui viene esposta la salma di Sant’Adalberto. A sinistra, invece, si trova un portale romanico.
Sul retro si ritrova un motivo presente sull’antico portone della cattedrale di Gniezno (lo si vede nella serie di tondi creati dal motivo floreale sulla sinistra della porta). Al centro di questo lato della banoconota si trova un denaro dei tempi Boleslaw Chrobry (Boleslao il Coraggioso). Difficile dire quale tipo di volatile sia rappresentato sulla moneta. Alcuni vi vedono un gallo, altri un pavone, altri ancora una rappresentazione “primitivistica” dell’aquila polacca.

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

Ora passiamo alla parte sinistra, dove si vede chiaramente la rotonda romanica, conosciuta anche come Cappella di San Nicola. Come alcuni sanno, si tratta di uno degli edifici più antichi presenti in Polonia. L’edificio risale all’XI o al massimo al XII secolo. Questo antica costruzione, testimonianza dello stile romanico si trova a Cieszyn, al confine con l’odierna Repubblica Ceca.

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html
cieszyn_rotunda_0La rotonda di San Nicola a Cieszyn
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Porta della cattedrale di Gnieźno con l’albero (a sinistra)  e il Leone

La banconota da 50 złoty con il profilo di Kazimierz Wielki (Casimiro il Grande)
La banconota da 50 ha un colore tendente all’azzuro/blu. Al centro il profilo del sovrano. In questo caso si riconosce la grande barba del re Casimiro il Grande. A destra si nota chiaramente la lettera Kappa, allora monogramma del monarca, in seguito uno dei simboli della città di Cracovia, ma anche di quella di Kazimierz, città fondata proprio da questo re. Il monogramma qui rappresentato è quello presente sul portone della cattedrale del Wawel.

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

Si passa ora al secondo lato dove al centro si trova il timbro di Casimiro il Grande, sotto il quale si notano le insegne reali del monarca (la sfera e lo scettro). Ai lati il panorama di due città, Cracovia (a destra) e Kazimierz (a sinistra), oggi quartiere di Cracovia. Si tratta della riproduzione di una stampa del libro di Hartmann Schedl, Liber Chronicarum, del 1493. È la prima immagine di Cracovia ad apparire su una stampa (nel libro ci sono anche Nysa e Breslavia). La vedutà delle due città è unica, stampata su due pagine. Nella stampa completa (non nella banconota) si notano la collina dietro Podgórze e la città di Klepardia (oggi Kleparz).

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

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La prima stampa dove appare Cracovia (Dal Liber Chronicarum)

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La banconota da 100 złoty con il profilo di Władysław Jagiełło
Ai lati del re Ladislao Jagellone si trovano degli elementi decorativi in stile gotico. Il retro risulta essere molto interessante: al centro si trova l’aquila del re Jagiełło, rappresentata su uno scudo. È la stessa scolpita sulla tomba del re, che si trova nella cattedrale del Wawel a Cracovia, monumento funebre realizzato in marmo rosso di Ungheria. Al di sotto di questo importante simbolo possiamo osservare due spade incrociate, un mantello dei cavalierie teutonici, così come un loro elmo. Il significato simbolico della vittoria di Jagiełło a Grunwald nel 1410 è qui espresso chiaramente con la sottomissione all’aquila polacca. A sinistra si riconosce a prima vista lo splendido castello di Marienburg, oggi Malbork, gioiello del nord della Polonia.

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

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Il Castello di Malbork (foto da Wikipedia)

La banconota da 200 złoty con il profilo di Zygmunt stary (Sigismondo il Vecchio)
Il profilo di Sigismondo il Vecchio è inconfondibile. Sul retro della banconota si trova l’aquila polacca la cu figura proviene dalla facciata della famosa cappella di Sigismondo presso la cattedrale di Wawel. L’aquila è racchiusa in uno stemma a sei lati con presente la lettera Esse, ovvero il monogramma reale (in polacco il suo nome era Zygmunt, ma in latino Sigismundus). Sullo sfondo potete osservare… il bellissimo cortile rinascimentale del Wawel!

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

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Il cortile rinascimentale del Castello del Wawel a Cracovia

La banconota da 500 PLN

Alcuni dicono che esista anche la banconota da 500 złoty. Io non l’ho mai vista, anzi devo dire di non aver mai visto 500 złoty tutti insieme 😊.
Il profilo è quello di Jan III Sobieski, re virile rappresentato quasi come un romano (come voleva il suo gusto). Alla destra si vede un elmo degli Ussari, il corpo di elite polacco che combatteva a cavallo e portava sulla schiena le famose ali che dovevano incutere terrore al nemico e dare idea di velocità. Le decorazioni a sinistra rispecchiano l’arte dell’epoca, ovvero il barocco fiorito e il rococò.

Sul retro, a destra si vedono l’aquila di Giovanni III Sobieski e sullo sfondo la reggia di Wilanów, oggi facente parte di Varsavia. Il palazzo venne realizzato proprio per il re Sobieski tra il 1681 e il 1696 su progetto di Augustyn Wincenty Locci. Le ali laterali sono un completamento del 700. La residenza di Wilanów, chiamata la “Versailles polacca”, è oggi un importante museo.

Ecco, adesso ci sentiamo più ricchi? 😊

 

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Foto da: Narodowy Bank Polski: http://www.nbp.pl/home.aspx?f=/bezpiecznepieniadze/wszystkie_banknoty.html

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Il palazzo di Wilanów, oggi periferia di Varsavia
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