link Maanam, il rock polacco

Maanam, il rock polacco 

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Di Luca Palmarini

I Maanam sono stati uno dei primi gruppi a emergere all’inizio degli anni Ottanta. Nati alla metà degli anni Settanta, nel febbraio del 1976 debuttano a Poznań, con la seguente formazione: il chitarrista Marek Jackowski, sua moglie “Kora”, Olga Jackowska e il batterista Milo Kurtis, sostituito l’anno seguente da John Porter. All’inizio facevano una musica da chitarra con influssi orientali. Dopo l’uscita dal gruppo anche di Porter, la formazione, dopo aver cercato altri componenti, arriva al successo grazie alla canzone Boskie Buenos, presentata al festival di Opole. Si tratta di una canzone in stile rock and roll, con un suono forse un po’ duro, che racconta di una rock star il cui sogno è bere un bicchiere di champagne a Buenos Aires. Allora si trattava di una tematica piuttosto controversa. Molti critici musicali sono concordi nell’affermare che si tratta di un brano di rottura che, tra le altre cose, ha dato inizio al rock polacco. Ascoltando quel pezzo si aveva allora una sensazione di novità, dell’arrivo di qualcosa di giovane. Un altro brano dal ritmo molto coinvolgente è Szare miraże.
L’anno 1981 vede il debutto discografico del gruppo. L’album Maanam esce con Kora, Marek, i fratelli Ryszard e Krzysztof Oleszyński, rispettivamente chitarra e basso, e Paweł Markowski, batteria. Si trattava di brani che permettevano a ogni componente del gruppo di mostrare le proprie doti. Una vera musica rock, dinamica e allo stesso tempo dura, secca e diretta, che permetteva al gruppo di raccogliere sempre un maggior numero di fan. Di quest’album fanno parte alcuni brani che sono entrati nella storia.

Kora

Nel 1982 esce il secondo album O! che ha un successo paragonabile a quello del primo. Anche qui la dinamica la fa da padrona, il disco è davvero di alto livello. Interessanti sono gli influssi dal jazz e anche del canto d’opera. Il brano Ninon viene cantato al telefono, dando l’effetto di una musica da grammofono. Con quest’album il gruppo scala le classifiche polacche per trovarsi spesso nelle prime posizioni. I Maanam nell’82 riuscirono persino a fare concerti a Berlino Ovest e a Parigi. Nel 1984 un’ulteriore conferma della bravura del gruppo viene data dall’album Nocny Patrol che vedrà anche una versione in lingua inglese che però non ebbe un grande successo. Il 1984 resta comunque un anno tra i più importanti per il gruppo: in Germania Ovest il gruppo pubblica un album-concerto Totalski no problemski. Nello stesso momento iniziano gli attriti con il governo comunista. Il gruppo viene invitato a suonare al Palazzo della Gioventù, davanti alle delegazioni polacca e sovietica. Gli artisti declinano l’invito e le autorità regiscono con il divieto di emissione delle loro canzoni. La censura dura un mese e mezzo. Nel frattempo la stazione Trójka decide di mandare in onda una musica di tamburo che ricorda il ritmo di alcune canzoni del gruppo. Questo fatto porta ancora maggiore popolarità ai Maanam che ora sono all’apice della carriera. Il gruppo e la sua musica erano identificati come veri oppositori del decadente regime. Nel 1985 esce l’album Mental cut (Wet cut per la versione inglese) che include pietre miliari come Luciola e Lipstick on the glass. maanam 2

Dietro le quinte, però, le cose non stanno andando bene: Kora divorzia da Marek, quest’ultimo, invece, diventa dipendente dall’alcol. Il gruppo riesce ancora a esibirsi a Opole, ma nel 1986 si scioglie. Kora e Marek provano a ricostituire il gruppo e nel 1989 esce l’album Sie Ściemnia. Negli anni Novanta escono ben 5 dischi, ma non si raggiungerà mai la notorietà del decennio precedente. Tra alti e bassi, nuove prove e litigi, il gruppo arriva fino al 2008 quando si scioglie per l’ennesima volta, quella definitiva.
Marek Jackowski morirà nel 2013 in Italia dove risiedeva con la famiglia, i fratelli Olesiński provano a riattivare il gruppo ancora una volta (avevano il permesso di Marek), ma trovano il rifiuto categorico di Kora che nello stesso anno si ammala di cancro. La battaglia dura 5 anni, il 28 luglio del 2018 la cantante del gruppo si spegne nella sua villa di famiglia.

Rimane la leggenda.

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